LE NOVITÀ DELL’AGEVOLAZIONE “NUOVA SABATINI”

Febbraio 2022

La Nuova Sabatini è l’agevolazione regolata dal Ministero dello sviluppo economico che ha l’obiettivo di facilitare
l’accesso al credito delle imprese per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali
a uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.
La recente circolare direttoriale n. 696/2022 del Mise ha commentato le novità introdotte dall’articolo 1, comma 48, L.
234/2021 che ha previsto il ripristino dell’erogazione del contributo in più quote annuali per le domande presentate dal 1°
gennaio 2022, ferma restando la possibilità di erogare il contributo in conto interessi in unica soluzione (nei limiti delle
risorse disponibili) in caso di finanziamenti di importo non superiore a 200.000 euro.

La tipologia degli investimenti agevolati in beni strumentali nuovi
Per quanto riguarda i settori produttivi che sono ammessi all’agevolazione va ricordato che in linea di massima sono
ammessi tutti i settori, compresi quindi quello agricolo e della pesca, con uniche eccezioni il settore finanziario e
assicurativo.

A beneficiarne possono essere soltanto quelle che vengono definite pmi, ovvero micro, piccole e medie
imprese. Rientrano nell’agevolazione piccole e medie imprese che presentano dipendenti in misura inferiore
ai 250 e un fatturato annuo non superiore ai 50 milioni di euro o, in alternativa, un totale di bilancio annuo non
superiore ai 43 milioni di euro. A loro volta, le imprese che rispettano i parametri come sopra individuati,
possono essere suddivise nelle seguenti classi:
– micro impresa quella con meno di 10 occupati e un fatturato annuo o un totale di bilancio non superiore ai 2
milioni di euro;
– piccola impresa quella con meno di 50 occupati e ha un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo
non superiore a 10 milioni di euro;
– media impresa quella che possiede parametri tali da non poter essere considerata piccola ma, comunque,
rientranti nel tetto dei 250 impiegati e 50 milioni euro o, in alternativa, 43 milioni di euro di totale di bilancio
annuo.

I beni strumentali, come precisato nelle faq pubblicate sul sito del Ministero dello sviluppo economico, devono essere
nuovi, con la conseguenza che non sono agevolabili, ad esempio, i beni portati in fiera “a uso mostra”, o quelli
consegnati “in prova” o in “conto visione”.
La circolare n. 14036/2017, nella nuova versione aggiornata con le modifiche apportate dalla circolare n. 696/2022,
delimita l’ambito applicativo precisando che sono ammissibili i beni strumentali nuovi contabilizzabili nell’attivo
patrimoniale alle voci:
B.II.2 – impianti e macchinari;
B.II.3 – attrezzature industriali e commerciali; e
B.II.4 – altri beni
nonché software e tecnologie digitali.

Gli investimenti devono essere ad uso produttivo, correlati all’attività svolta dall’impresa ed essere ubicati presso l’unità
locale dell’impresa in cui è realizzato l’investimento.

Il contratto di finanziamento o di locazione finanziaria

L’area riservata alle pmi per la predisposizione della domanda è disponibile al link:
https://www.mise.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/beni-strumentali-nuova-sabatini/presentazione-domande.
L’invio della domanda compilata deve avvenire esclusivamente via pec, indirizzata alle banche/intermediari finanziari
aderenti alle convenzioni con le quali l’impresa ha preso contatto per definire le modalità del finanziamento.
Il contributo in conto interessi concedibile è pari all’ammontare degli interessi convenzionali calcolati al tasso del 2,75%
annuo (nel caso di contributo maggiorato calcolati al tasso del 3,575% annuo).
Non esiste alcuna correlazione tra il tasso di interesse applicato dalla banca/intermediario finanziario (determinato sulla
base del rating della pmi e deliberato dall’istituto) e il contributo che viene concesso dal Mise, che è forfettariamente
individuato nei tassi indicati.
La banca o l’intermediario finanziario hanno la facoltà di ridurre l’importo del finanziamento richiesto in fase di
presentazione dell’istanza ovvero di rideterminarne la durata e/o il profilo di rimborso.

Acquisto di beni strumentali: L’investimento deve essere capitalizzato e figurare nell’attivo patrimoniale per almeno 3 anni. Non sono agevolabili i costi relativi a commesse interne, le spese di funzionamento, le imposte e tasse, nonché i costi propedeutici alla sottoscrizione del contratto di finanziamento. Non sono, altresì, ammissibili i beni di importo inferiore a 500 euro, al netto dell’Iva.

Stipula di contratto di leasing: Il costo agevolabile è quello fatturato dal fornitore dei beni alla società di leasing. È obbligatorio
che l’impresa locataria eserciti anticipatamente, al momento della stipula del contratto, l’opzione di acquisto prevista dal contratto medesimo, i cui effetti decorreranno dal termine della locazione
14 finanziaria. Tale impegno può essere assunto attraverso un’appendice contrattuale che costituisce parte integrante del contratto stesso

La scelta della tipologia di investimento (mediante finanziamento o leasing) incide sulla tempistica di
deduzione fiscale del costo sostenuto per l’acquisto del bene strumentale.
Per i contratti di locazione finanziaria di impianti, macchinari e attrezzature la deduzione del costo avviene in
un arco temporale pari alla metà del periodo di ammortamento del medesimo bene così come previsto dai
coefficienti di ammortamento approvati dal D.M. 31 dicembre 1988. Pertanto, la scelta di effettuare
l’investimento mediante un contratto di leasing, che prevede l’iscrizione del bene strumentale nell’attivo dello
stato patrimoniale solo all’atto del riscatto al termine del quinquennio di durata del finanziamento, prevederà
una deduzione fiscale del costo dell’investimento in un periodo di tempo dimezzato rispetto all’acquisizione in
proprietà mediante la stipula di un contratto di finanziamento.

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